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SHARKNADO 

2013, di Anthony C. Ferrante
con Ian Zering, Tara Reid, John Heard

kinopoisk.ruLa sospensione dell’incredulità  è un particolare carattere semiotico che consiste nella volontà, da parte del lettore o dello spettatore, di sospendere le proprie facoltà critiche allo scopo di ignorare le incongruenze secondarie e godere di un’opera di fantasia.” Ecco, con “Sharknado” è impossibile applicare la sospensione dell’incredulità, perché il film è incredibile, nel senso di “Non posso credere ai miei occhi!”. E allora voi direte: “E i film surrealisti allora? Eh?”. Beh, ma in quelli c’è la logica dell’illogico, cioè il sogno, l’inconscio e così via. Per quei pochi che ancora non sapessero di che cosa tratti la scempiaggine in questione, dal momento che il trailer ha spopolato in rete, ecco qui una breve sinossi: un tornado, dopo aver risucchiato dall’oceano migliaia di squali, si abbatte su Los Angeles, lanciando per la città affamatissimi squali volanti. Sì, è una delle idee più stupide mai concepite dall’uomo. Il che non sarebbe neanche male se fosse condito dalla giusta dose di ironia demenziale, oppure chi lo sa. Così non è. E’ un TV-movie sciatto con effetti speciali per lo più imbarazzanti. Inoltre, il cast vanta vari residuati bellici degli anni Novanta, come Ian Zering (Beverly Hills, 90210) e Tara Reid. Per quanto riguarda Tara Reid, non ricordo di averla mai vista in una parte più lunga di dieci minuti, e sempre in ruoli da mignotta. Qui cambia decisamente registro e interpreta la ex moglie del protagonista, personaggio inutilissimo ai fini di qualsiasi svolgimento della “trama”. E’ sempre stata un’attrice cagnissima, ma qui sembra più che altro confusa come Sara Tommasi nel suo pornodebutto. Ma veniamo ai motivi per cui “Sharknado” è una perla del brutto:

 

  • “Sharknado” è un film contro il divorzio, una sorta di comedy of remarriage brutta. Solo che non è un a commedia, o per lo meno non vorrebbe esserlo. I due protagonisti sono divorziati ma il tempestivo e quanto mai pretestuoso intervento dei feroci squali volanti li farà riavvicinare e vissero felici e contenti, Amen.
  • Gli squali volanti. Il tornado risucchia varie specie (squali martello, tigre, bianchi) che nuotano tutti vicini (!!!) come se fosse una migrazione di foche. Inoltre, questi squali, lanciati nell’aria a folle velocità, sfondano ruote panoramiche, distruggono vetrate, insegne, auto. E nuotano per strada.
  • Le battute. A un certo punto c’è un conducente di scuolabus bloccato dall’acqua e assediato dagli squali. Il protagonista-Rambo-improvvisato, che ovviamente lancia strali contro la polizia e preferisce estrarre tutti dal veicolo con l’ausilio di una cordicina, lo salva. Poco dopo l’autista dice qualcosa come: “Volevo fare l’attore, ma mia madre mi ha sempre detto che Hollywood mi avrebbe ucciso”. E una lettera dell’insegna HOLLYWOOD cade dal cielo e lo schiaccia. Manco fosse un film di Vanzina. In un’altra scena, la figlia rompicoglioni del personaggio principale, pronuncia l’immortale massima: “Gli ospizi sono vicino agli aeroporti perché gli anziani non ci sentono“. Boh.
  • I campi e i controcampi. Allora, il film dovrebbe essere ambientato durante un uragano. Quindi dovrebbe esserci un’atmosfera cupa e piovosa. Invece, in moltissime scene per strada, è tutto luminoso e scintillante e si capisce benissimo che non sta succedendo assolutamente nulla, c’è un sole che spacca le pietre. Si ritorna all’incredulità che non si può sospendere.
  • “Sharknado” è anche una sorta di “Salvate il soldato Ryan“, ma con gli squali che volteggiano nei tornado al posto dei tedescsi. Consiste in: prendere un elicottero e lanciarci dentro una bomba. Tutto ciò funziona, ma ho come la sensazione che non sia molto scientifico. Ma in effetti è cretino farsi queste domande a questo punto.
  • La scena topica. Nel finale, uno squalo bianco sta per schiacciare la figlia lamentosa. Così il protagonista la scansa e si lancia dentro la bocca della bestia con una motosega, per poi uscirne con un tripudio di budella. Non solo, recupera dal ventre dell’animale anche l’amica precedentemente mangiata in volo e che è ancora miracolosamente viva. E sputa acqua.

 

Il film merita sicuramente una visione, possibilmente con amici e qualche sostanza psicotropa. E’ facilmente reperibile con i sottotitoli in italiano.

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