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IL BOSCO 1

1988, di Andrea Marfori
con Coralina Cataldi Tassoni, Diego Ribon, Luciano Crovato, Elena Cantarone

Ci sono film brutti, e poi c’è “Il Bosco 1”. Già il fatto che non esista “Il Bosco 2” penso possa essere un indizio di ciò che abbiamo tra le mani. Svelerò immediatamente l’arcano: “Il Bosco 1” è, senza ombra di dubbio, in un’ideale top 3 dei film più brutti mai realizzati. Il film è stato distribuito con vari titoli, tra cui quello internazionale, “Evil clutch”, con un’evidente riferimento al film “La casa (Evil dead)”. Diciamo che il risultato finale è leggermente diverso. Il regista, Marfori, si dedicherà (grazie al cielo) ad altro, e per altro intendo alcune stagioni di “Un posto al sole”. Ho un vago timore che la puntata in cui la Morte è interpetata da Amanda Lear sia opera sua, tanto per dare un’idea del trash sublime. Gli stessi attori de “Il Bosco 1” hanno più volte rinnegato la pellicola, non accreditandola nella propria filmografia oppure dichiarando, cito testualmente: “Il mio più grande sogno è quello di bruciare tutte le copie di quel film”. Tra questi Coralina Cataldi Tassoni, che oltre a farmi venire in mente “La Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare “, ha anche il merito di aver recitato in film-sfaceli come “Demoni 2”, “Il fantasma dell’opera” e “La terza madre”, tutti con lo zampino di un Dario Argento sotto metadone, e “Ghost son” di Lamberto Bava. Insomma: una che i film se li sa scegliere. Diventato in poco tempo un veneratissimo trash-cult, ecco qui le parti migliori.

  • Il film comincia con tre minuti di inutilissimi titoli di testa in cui ci vengono mostrate delle polaroid raffiguranti i due protagonisti, Tony e Cindy, in viaggio per l’Italia. Lei ha un’improbabile fascia rosa. Nel mentre si sentono le loro voci parlare di cose stupide e lei ha un ridicolo accento inglese. Stacco. C’è un tipo  con una tuta da meccanico (…) che cammina in un bosco (eh), poi entra in una casetta. Dentro c’è una donna nasona (accreditata come “Arva” nei titoli di coda, mai nel film) che a gambe larghe gli dice: “Ora starai sempre in mio potere, per sempre nei secoli”. Lui le bacia le maglia. A lei esce un piccolo braccio peloso a tre dita da in mezzo le gambe e lo evira. Lui chissà poi perché muore sputando sangue dalla bocca. Arva ridacchia stridula e non trova niente di meglio da fare che tocciare la mano in un secchio pieno di melma e vermi.
  • Tony e Cindy sono in viaggio in jeep e cantano la canzone dei Sette Nani. Arva è in cima a una collina, ringhia, l’immagine cambia colore e la telecamera plana giù verso la strada. Cioè, in teoria è Arva che dovrebbe planare, visto che riuscirà a fermare i due beoti dicendo di essere stata aggredita. Loro le danno retta, controllano e non succede nulla per una decina di minuti, tra inquadrature svolazzanti in cimiteri che dovrebbero suggerire qualcosa di msiterioso e invece no. Arrivano in un piccolo centro abitato e la scaricano come se nulla fosse.
  • Arriva IL personaggio. Colui che rende questa pellicola indimenticabile. Si tratta di un tizio di nome Algernoon, è a bordo di una moto, ha un impermeabile bianco e un casco con degli occhiali da aviatore. Parla con una macchinetta che tiene vicino alla gola. Dice di essere uno scrittore horror, ed è lì per stare “lontano dalla pietà“. Parla di un popolo maledetto che viveva in quei luoghi (i Cimbri?) che facevano “strani riti”. Cindy e Tony sono dubbiosi, così lo strambo tipo, un po’ alterato dice: “Voi, schiavi della vostra assurda realtà, siete così sicuri di essere così lontani dall’orrore!?“. Cindy giustamente replica: “E’ scemou?“. Algernoon poi racconta una storia dell’orrore avulsa dal contesto con protagonisti Tony e Cindy, scena che probabilmente Marfori aveva girato in precedenza e che non gli andava di risparmiarci. Questa roba si conclude sulla battuta di Algernoon: “E non sarai capace di evitare LA MORTE MALIGNA“. I due, seccati, se ne vanno.
  • Tony e Cindy si fermano con la macchina in un piccolo spiazzo in mezzo al Bosco 1 (immagino). Algernoon però li ha seguiti, ed è qui il miglior dialogo di tutto il film:
    Algernoon: “Vedi, ci sono cose che appaiono diverse da quello che sono. Le trote per esempio: mentre, tranquille, nuotano nella corrente, vedono questo piccolo amo e, pensando che sia un delizioso, minuscolo pesce, una di loro si avvicina per mangiarlo. Ma, naturalmente, c’è chi è pronto a pescarla!
    Tony: “E’ forse una storia sulla pesca?”
    Cindy: “Un altro tipo di storia… Ti stai dimenticando gli zombie!”
    Algernoon: “Io non volevo raccontarvi una nuova storia, ma dirvi che le cose possono essere diverse e più pericolose di quello che sembrano.”
    Tony: “Vuoi dire che qui c’è il divieto di pesca?”
    Algernoon si congeda e i due cominciano ad attraversare il bosco.
  • Da in mezzo al nulla spunta Arva, che blatera di una fonte di acqua pura e li invita a dormire a casa sua. Tutto questo inframezzato a scene di una lunghezza estrema in cui loro CAMMINANO nel bosco. Mentre Cindy non c’è (è a passeggio nel Bosco 1), Arva giustamente offre a Tony qualche tiro di coca, solo che lui la versa accidentalmente in un secchio con della melma nera, che comincia a schizzare. Tony raggiunge Cindy e si appostano su un masso che sanguina e che loro si mettono a bruciare con una fiamma ossidrica (che fatica andare avanti).
  • Tony, dopo essere stato schizzato dal liquido nero, sta male e Arva lo assiste. Cindy urla contro Arva: “Adesso bastau! Bastau con le tue stuonzate! Non vedui che sta male sul seriou?! Tiuta colpa tua sei tiu che gli hai datou quella robua verou?“. Arva replica “Non fare l’isterica” e Cindy sbotta: “Sei tu il geniou che mi fa giuare le palle!“. Altro che i catfight di “Dynasty”!. L’accento “anglofono” della Cataldi Tassoni continua a mietere vittime a ritmo frenetico, più di quante se ne siano viste per tutto “Il Bosco 1” fino ad ora. E siamo poco oltre la metà (il film ha l’unico pregio di durare poco): lo strazio vero e proprio comincia adesso.
  • Tony continua ad essere moribondo e Cindy lo porta fuori. Spunta uno zombie che li aggredisce e loro lo legano alla ruota di un carro. Scappano dentro al bosco ed entrambi hanno una crisi isterica. Tony è molto affranto: “Dove vuoi andare? Finire in un altro bosco, magari in mezzo a mostri peggiori di questi?!“. Sì ok, bravo Marfori, continua a scrivere così. Poi Tony cerca di stuprarla, evidentemente attizzato dalla bellissima fascia rosa di Cindy. Lei urla: “Ma che schifo hai dentuo adessoooo!” e scappa via.
  • Mentre Tony vomita brodino Knorr, arriva Arva e cerca di farselo. Poi lo butta in mezzo a una pianta coi tentacoli, ma lui scappa. Compare Algernoon dal nulla con un’ascia, amputa il braccio vaginale di Arva (tutto ciò è così egodistonico che persino Freud farebbe fatica a raccapezzarcisi). Lei, muovendosi con l’agilità di Pinocchio, riesce a ucciderlo facendgli esplodere la testa contro un sasso, con tanto di bollicine gorgoglianti blub blub. Arva si trasforma in Ignazio La Russa con il cerone verde, ed urla: “Non è tutto finito, non finirà mai! E verrà il giorno in cui tutto questo sarà distrutt-oh! DISTRUTTO!“. Ed esce di scena ringhiando. Non la rivedremo più.
  • Tony è da solo nel Bosco 1, e urla “Cindyyyy!” per vari minuti. Dopodichè appoggia le mani su un sasso, arriva uno zombie e gliele amputa SCHIACCIANDOLE CON UN MASSO. Probabilmente Marfori le aveva trovate nell’uovo di Pasqua e non poteva proprio non usarle. Segue colluttazione zombie-Tony di rara idiozia. Cindy ritrova Tony, ma questo viene decapitato dallo zombie con la ruota del carro di prima (yawn). Algernoon intanto è diventato anch’esso uno zombie e ora tutti inseguono allegramente Cindy.
  • Cindy, da cima quale è, e tanto per non ricalcare gli stereotipi del cinema horror, si rifugia nella casetta, così che gli zombie possano raggiungerla e PESCARLA con una canna da pesca. Tuttavia Cindy riesce a trovare una motosega e li uccide tutti. Il film si conclude con un pianosequenza INSOSTENIBILMENTE LUNGO in cui Cindy urla come Sandra Milo. Finisce in un praticello, c’è il sole e Cindy esclama: “Gruazie dio della luce!“. Di fronte c’è un altro bosco. Forse il Bosco 2. Non lo sapremo mai.

Se proprio proprio ci tenente, il film è visionabile per intero su YouTube:
[youtube height=”HEIGHT” width=”WIDTH”]https://www.youtube.com/watch?v=KmdmRONdF9U[/youtube]

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