Non ho mai ben capito che lavoro facciano esattamente i traduttori italiani. Tradurre un’opera, in questo caso parlerò dei titoli di film, dovrebbe essere più legato a mantenerne un’integrità coerente col contenuto. Ci sono poi dei casi dove i titoli sono completamente intraducibili, e lì sta al traduttore rendere con le parole un titolo simile, bello ed anche coerente. Da noi invece si fa tutto l’opposto. Dovrebbero aggiungere una didascalia, nei titoli di testa o di coda, che recita “Adattato stupidamente da…”. Passo ad elencare, quindi, alcune traduzioni di titoli con i rispettivi originali.
L’indiscreto fascino del peccato. E’ un film di Almodovar del1983 che parla di una giovane cantante che si rifugia in un convento di suore tossicodipendenti, spacciatrici e lesbiche. Sapendo che Almodovar è agnostico, quindi non certo un dogmatico, cosa può c’entrare il “peccato” del titolo? Assolutamente nulla. Il titolo originale è “Entre tinieblas” che sta per “Nelle tenebre”. Oltretutto il titolo italiano si rifà a “Il fascino discreto della borghesia”, che è un famosissimo film di Bunuel. Ma questo film di “bunuelliano” ha poco e niente! Almodovar è più un figlio bastardo (e spagnolo) di Billy Wilder.
I quattrocento colpi. Capolavoro indiscusso della nouvelle vague francese, è un film di Truffaut del 1959 che parla, in poche parole, della ribellione di un ragazzino e in sostanza della libertà dell’infanzia. Cosa c’entrano quindi i “quattrocento colpi”? Il titolo originale è “Le Quatre cents coups” e il traduttore italiano ha avuto la bellissima idea di tradurre letteralmente. Peccato che “faire le quatre cents coups” corrisponda all’italiano “fare il diavolo a quattro”. Qui, insomma, siamo sulla soglia dell’ignoranza. E’ come se gli inglesi avessero tradotto “To do the devil in four”. Ridicolo.
Tutti insieme appassionatamente. E’ un musical arcinoto con Julie Andrews ed è inutile soffermarsi sulla trama. Basta sapere che da “The sound of music” è diventato misteriosamente “Tutti insieme appassionatamente”.
L’albero della vita. Splendido film metafisico del 2006 di Darren Aronofsky, è stato trasformato da “The fountain” a “L’albero della vita”. Un piccolo suggerimento: “La fontana/fonte della vita” era troppo difficile, vero?
Se mi lasci ti cancello. Capolavoro del 2004 di Michel Gondry sulla necessità dei ricordi e anche del dolore. Ed è un strampalatissimo film sci-fi. Peccato che il titolo italiano si rifaccia a commediole di dubbio gusto (e valore) quali “Se mi lasci ti sposo”. Che anche in quel caso sarebbe “Runaway bride”, qundi “La sposa che scappa”, bel tentativo amici. Ritornando al film in questione, il titolo originale è “Eternal sunshine of the spotless mind” che significa “L’eterno splendore della mente candida”. Il titolo è tratto da una poesia di Alexander Pope, “Eloisa e Abelardo”, che fa più o meno così: “Senza macchia felice sorte è quella/di colei che si ritira al Sé!/Dimentica del mondo, dal mondo è dimenticata./Eterno splendore della mente candida!”. E’ inutile dire che, oltre ad aver massacrato con un solo colpo un poeta come Pope, il traduttore italiano ha anche ingannato gli spettatori. Vergognoso.
Questi sono solo alcuni casi, ma si possono anche citare “Il petroliere” (che sarebbe “There will be blood”) e “Un bacio romantico” (l’originale è “My blueberry nights”, scandaloso). Poi esistono anche i traduttori svogliati, e cioè quelli che non ci provano neanche. E’ il caso di “The hours”, per esempio. “Le ore” non andava bene? Probabilmente il traduttore ha associato la possibile, e corretta, traduzione a un giornale pornografico omonimo in voga fino a diversi anni fa. Poi c’è ”Inside man”. Che cavolo vuol dire in italiano? Niente di niente. Questo potevano tradurlo tranquillamente col suo significato originale, e cioè “L’infiltrato”.
Mi viene seriamente il dubbio che alcune traduzioni le facciano con un aggeggio che sceglie le parole casualmente. In stile ”Ruota della fortuna”.