TOPALBUM14
In un panorama musicale mainstream sostanzialmente piatto e ripetitivo, dominato da un’inutile e quantomai tamarra EDM (Electronic Dance Music), anche quest’anno si affacciano, chi più timidamente chi meno, album di portata titanica e dirompente. Basta saper scavare a dovere, e si può ascoltare la musica del futuro. In questa classifica annuale dei migliori album del 2014 ho fatto delle accurate selezioni ed esclusioni. Ho escluso, per esempio, i dischi dal vivo (come gli eccellenti “Biophilia Live” di Björk e “Turning” di Antony and the Johnsons) e le raccolte (“Nothing has changed” di David Bowie, accompagnata dall’inedito “Sue (or in a season of crime)” che, in un’ideale classifica delle migliori canzoni dell’anno, figurerebbe tra le prime dieci).
Di seguito, tutti i dischi di questa Top 25, con relativo link per ascoltarli in streaming su Spotify. I primi otto rappresentano l’eccellenza del 2014, e sono accompagnati da una piccola recensione. Per il resto non c’è un ordine crescente o decrescente, di merito, particolare. Iniziamo.

 

LP1FKA TWIGS 

LP1

(Ascolta su Spotify)

In un mondo ideale, twigs dominerebbe le classifiche mondiali. Nel mondo reale, il suo disco d’esordio cambierà per sempre la musica pop così come la conosciamo. Se lo stile del cantato non si discosta troppo dal neo-soul (chiarissimi i riferimenti ad Aaliyah), LP1 è un tripudio di invenzioni sia visive (il meraviglioso videoclip di “Two Weeks“) e musicali. Da una revisione personalissima trip hop fino ai sofisticatissimi arrangiamenti di Arca (del quale parlerò tra poco). I testi sono languidi, sensuali, persino espliciti ma mai volgari. Tricky insegna, FKA twigs costruisce il futuro.

 

faithinstragersANDY STOTT

Faith In Strangers

(…)

Il titolo del nuovo album di Andy Stott dovrebbe già far drizzare le orecchie agli appassionati di cinema e teatro: si tratta di un chiaro riferimento a “Un tram che si chiama desiderio” di Tennessee Williams. Tuttavia, il disco è techno, sofisticato e ballabilissimo. Ovviamente non si vuole dare un’etichetta univoca a un’opera così variegata, che amplia il magnifico lavoro cominciato con “Luxury Problems“. C’è persino spazio per una traccia dubstep, la superlativa “Violence“.

 

youredeadFLYING LOTUS

You’re Dead!

(Ascolta su Spotify)

Pronipote di John e Alice Coltrane, pilastri del jazz, Flying Lotus ha ereditato il talento dei lontani parenti. Ma a modo suo. Ogni suo disco è giustamente celebrato come un evento, almeno da “Los Angeles” in poi. E “Cosmogramma” è un pilastro della musica contemporanea. “You’re dead!” non è da meno. FlyLo esplora i temi dell’aldilà con un pattern musicale che va dal jazz all’hip hop all’elettronica glitch, con campionamenti anche dai videogiochi retrò. Per farsi un’idea di tale geniale schizofrenia musicale, basta guardare il bellissimo videoclip di “Never catch me“. Le illustrazioni della copertina e del booklet sono dell’artista Shintaro Kago.

 

xenARCA

Xen

(Ascolta su Spotify)

Venezuelano ventiquattrenne e residente a Londra, Arca è l’altra grande rivelazione del 2014. Anche lui al suo disco d’esordio. “Xen” è la rappresentazione mostruosa, deforme, post-umana del suo alter ego femminile. Tra l’elettronica più ardita e un hip hop venato di industrial, “Xen” è un vero e proprio terremoto: qualcosa di completamente inedito nel panorama musicale. Il video di “Thievery” è una summa della sua estetica post-twerk. Come produttore, Arca si è fatto un nome contribuendo ai beat per uno dei capolavori del 2013, “Yeezus” di Kanye West. Oltre ad aver prodotto i due EP (“EP1”, “EP2“) di FKA twigs (e qualche traccia di “LP1”) sta ultimando il nuovo album di Björk in uscita nel 2015.

 

ultraviolenceLANA DEL REY

Ultraviolence

(Ascolta su Spotify)

Inizialmente massacrata dalla critica per quel gioiellino pop che fu “Born to die“, Lana Del Rey firma con “Ultraviolence” il suo (per ora) capolavoro. Registrato interamente con una band dal vivo (e quindi non in colonne separate come si fa solitamente) e prodotto da Dan Auerbach dei Black Keys, “Ultraviolence” ha un suono sporco, polveroso, raw, intenso. Quello che più sorprende è l’indovinatissimo mix di jazz, blues, torch songs con qualche venatura di rock psichedelico e alcune felicissime intuizioni shoegaze (cfr. la stupenda “West Coast“). Inoltre, il disco contiene anche una delle migliori canzoni dell’anno, quella “Old money” che rielabora sapientemente e con grande struggimento un theme di “Romeo e Giulietta” di Franco Zeffirelli, composto dal nostro Nino Rota (compositore noto soprattutto per le colonne sonore dei film di Fellini). Lana Del Rey è anche altro, però, è una delle pochissime interpreti in circolazione. Basta ascoltare “The other woman”, cover di Nina Simone, per non dubitare neanche un secondo che sia sua. Lana Del Rey è una voce leggendaria.

 

rtj2RUN THE JEWELS

Run The Jewels 2

(Ascolta su Spotify)

Abbiamo tra le mani un piccolo Capolavoro. Perché la seconda fatica dei Run the Jewels, che già avevano più che stupito con l’omonimo album di debutto, è un fuoco di fila di beat e del rap rabbioso e sputato del duo formato da Killer Mike ed El-P. Sebbene il sound sia spesso “pesante”, con virate decise verso un certo mood industrial, “Run The Jewels 2” è incredibilmente scorrevole e catchy, tanto da diventare un earworm. I testi, rappati a una velocità supersonica, sono incentrati su un mix che comprende contemporaneamente: la megalomania di una certa cultura hip-hop da classifica, la violenza della polizia e Philip K. Dick (quest’ultimo un influenza importante e dichiarata dei RTJ). Superbo.

 

tobekindSWANS

To Be kind

(Ascolta su Spotify)

Dal folk alla new wave, persino qualche accenno di blues. Tutto questo è “To be kind”, tredicesimo disco della band alt-rock per eccellenza: gli Swans. Meno folle e più accessibile del precedente “The seer“, ma altrettanto stupefacente, questo doppio “To be kind” sorprende con l’apporto straordinario della voce del leader Micheal Gira e vari guest d’eccezione (St. Vincent). Il singolone “A little god in my hands”, trascinantissimo, ha non poche cose in comune con “Station to station” di David Bowie. Immenso.

 

stvincentstST. VINCENT

St. Vincent

(Ascolta su Spotify)

Dopo il bellissimo “Love this giant“, disco in collaborazione con David Byrne, St. Vincent cambia look e sforna la sua opera maestra dopo tre eccellenti dischi. Non una cosa è fuori posto: un disco rock solido e divertente, spesso psicotico, con cambi di direzione repentini che rifuggono ogni banalità. In ogni caso, l’album è di facile ascolto e ha una miriade di riff irresistibili e ritornelli che più catchy non si può. Non dimentichiamoci che St. Vincent è anche una delle migliori chitarriste in circlolazione. Il videoclip di “Digital witness” si conquista il podio come miglior video dell’anno.

 

clarkstCLARK
Clark

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unrepentantTORI AMOS
Unrepentat Geraldines

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sysiphSISYFUS
Sisyphus

(Ascolta su Spotify)

 

syroAPHEX TWIN
Syro

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toobrightPERFUME GENIUS
Too Bright

(Ascolta su Spotify)

 

bestialPHARMAKON
Bestial Burden

(Ascolta su Spotify)

 

brokewetAZEALIA BANKS
Broke With Expensive Taste

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doitagainRÖYKSOPP & ROBYN
Do It Again

(Ascolta su Spotify)

 

ourloveCARIBOU
Our Love

(Ascolta su Spotify)

 

tomorrowmbTHOM YORKE
Tomorrow’s Modern Boxes

(…)

 

familiarsTHE ANTLERS
Familiars

(Ascolta su Spotify)

 

neverlearnLYKKE LI
I Never Learn

(Ascolta su Spotify)

 

becsFENNESZ
Bécs

(Ascolta su Spotify)

 

presenttenseWILD BEASTS
Present Tense

(Ascolta su Spotify)

 

allloveslegalPLANNINGTOROCK
All Love’s Legal

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inevitableendRÖYKSOPP
The Inevitable End

(Ascolta su Spotify)

 

julyMARISSA NADLER
July

(Ascolta su Spotify)

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