Underwater visions #13: “La notte dell’iguana”

IGUANAGRAND
LA NOTTE DELL’IGUANA

1964, di John Huston
con Richard Burton, Ava Gardner, Deborah Kerr

John Huston è stato sia un grandissimo regista che un grandissimo attore (ricordate “Chinatown”?). Sebbene i suoi film siano quasi sempre tratti da opere letterarie (es. “Moby Dick”, “The Dead”), qui si ha a che fare con un Regista che ha un’idea maestosa del Cinema, con una visione molto particolare che si affranca spesso agli emarginati, ai reietti della società.  Huston ha diretto numerosissimi classici: vanno ricordati “Il mistero del falco”, “Il tesoro della Sierra Madre”, “La regina d’Africa” e il purtroppo dimenticato “Gli spostati”.
“La notte dell’iguana” ha tantissime cose che lo rendono un film assolutamente speciale. Per prima cosa è tratto da un dramma di Tennessee Williams. I drammi di Williams hanno avuto quasi tutti delle trasposizioni cinematografiche, solo che a volte alcune parti sono state cambiate o stravolte per via dei forti contenuti (basta ricordarsi del trattamento ricevuto da “La gatta sul tetto che scotta”). In questo caso la sceneggiatura è rimasta particolarmente fedele alla pièce teatrale perchè Williams era presente durante le riprese. In più ha contribuito con diverse idee geniali: la scena dove Richard Burton cammina sui vetri l’ha pensata sul momento. La storia narra di un ex-pastore protestante (Richard Burton) che fa da guida turistica per il Messico ad alcune anziane signore bigotte. Si fermerà in un hotel gestito da una sua amica molto disinibita (Ava Gardner) e incontrerà un’artista molto particolare (Deborah Kerr). Il film è ancora vietato ai minori di diciotto anni per motivi che oggi come oggi fanno ridere. Ciononostante “La notte dell’iguana” ha dei personaggi che dicono e fanno delle cose molto forti. Richard Burton è un ex-pastore protestante, alcolizzato, donnaiolo e profondamente autodistruttivo. Il film si apre con una scena che dovrebbe essere considerata un assoluto cult, cioè la funzione religiosa in cui il reverendo fa letteralmente fuggire i fedeli gridandogli dietro: “Avete abbandonato il Dio dell’amore e della pietà e vi siete inventato questo crudele delinquente senile che schifa il mondo e tutto ciò che ha creato per suo stesso errore!”. Ava Gardner è una provocante e schietta quarantenne che non si vergogna di soddisfare i suoi appetiti sessuali come meglio crede, in una scena fa addirittura un’orgia con due ragazzi di colore. E’ un personaggio molto moderno e, nonostante la superficie ruvida, molto amabile. Il miglior personaggio di tutto il film è quello di Deborah Kerr, una pittrice che si porta appresso l’anziano nonno poeta. E’ un personaggio etereo, bellissimo, unico. Uno dei personaggi più belli di tutta la carriera dell’attrice e uno dei più indimenticabili nella storia del cinema.
“La notte dell’iguana” ha anche avuto dei contributi tecnici di notevole importanza. Il direttore della stupenda fotografia è Gabriel Figueroa, noto per aver collaborato con Luis Buñuel in “I figli della violenza”, “El”, “Nazarin”, “L’angelo sterminatore” e “Simon del deserto”.
Su “La notte dell’iguana” girano anche diversi aneddoti. Quello più interessante riguarda John Huston e gli attori. Oltre a Burton e alla Gardner, che non avevano di certo un carattere facile, era presente sul set anche Elizabeth Taylor. La Taylor era in quel momento ancora sposata con Burton. E neppure lei, si sa, era una persona semplice. I dissapori sarebbero stati all’ordine del giorno. Huston decise così di fare un piccolo scherzo per stemperare la tensione: regalò a tutti i presenti sul set una pistola e dei proiettili, su ogni proiettile era stato inciso il nome di un attore. Questo scherzo, che sembra più una leggenda che altro, è pura realtà, come dimostra la foto qui a destra.
“La notte dell’iguana” è un film più che dimenticato. Gli appassionati di Tennessee Williams non sanno che ne fu tratto uno splendido film e gli amanti della vecchia Hollywood non ne hanno mai sentito parlare. Sarebbe invece ora di rivalutare e di far conoscere ai più (col passaparola, perché no?) un film che meriterebbe un posto tra i classici, o meglio, tra i cult.

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Davide Giorgi
L'Autore
Mi chiamo Davide Giorgi. Classe 1985. Sono uno scrittore e giornalista freelance. Qualcosa di simile. La mia prima occupazione è il cinema. Scrivere di cinema, fare cinema. E di arte in generale. Sono anche appassionato di musica, antropologia ed entomologia. Tutto ciò è fuso qui dentro.

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  1. Domenico De Cerbo

    Condivido la tua recensione: ho visto il film la prima volta intorno al 1970/75, poi tre o quattro anni fa. Mi è venuta voglia di rivederlo, e lo farò una di queste sere.
    Hai idea se la poesia che il Nonno completa sia di Tennessee Williams o di qualcun altro e da lui solo riportata? A me sembra di ricordare che tantissimi anni fa qualcuno mi aveva detto che l’autore era Ezra Pound.
    Ho cercato su internet, ma non ho trovato nulla.

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