Zeta #8: “Diana”

DIANAGR
DIANA

2013, di Oliver Hirschbiegel
con Naomi Watts, Naveen Andrews

dianaAspettando la mia classifica dei migliori film del 2013, che arriverà a giorni, mi pare quantomeno giusto recensire quello che, senza dubbio, è il FILM PIU’ BRUTTO di quest’anno. Che dire, allora, di questo “Diana”, film basato su parte della vita della famosa Lady D.?
La piccola, e doverosa, premessa da fare è che chi scrive non ha mai subito il fascino della signora Spencer, quindi alcuni vizi di forma o mancanze gossippare sono da mettere in conto. Qui si parla di un film veramente brutto, mi baso su questa forma espressiva, e si può procedere in due binari. Il primo, la sceneggiatura. “Diana” sembra scritto da una casalinga che ha completato al massimo la terza media, con un leggero ritardo mentale, e fiumi di inquinamento mediatico sul personaggio nel cervello. Insomma, questa ipotetica casalinga non ha mai letto un libro, ma molti articoli di gossip, e visto molti documentari su Lady D. Non ha assolutamente idea di come si scriva un film, e di come si caratterizzi un personaggio, ma questo lo vedremo in seguito. Il secondo, il regista e gli attori. Olivier Hirschbiegel ha diretto, in passato, due ottimi film: “The experiment” e “La caduta“, quindi è inspiegabile come non si sia reso conto del disastro che stava producendo. O forse no. Prima di “Diana” ha diretto “Invasion“, imbarazzante film sci-fi con una tarda Nicole Kidman botoxizzata che picchia bambini cinesi e si fa spruzzare in faccia un liquido verde dagli alieni. L’attrice protagonista, poi, è  la solitamente ottima Naomi Watts, che penso vada ricordata e onorata per capolavori come “Mulholland drive” di David Lynch e “La promessa dell’assassino” di David Cronenberg. Qui anche lei recita male, sembra semplicemente una travestita da Lady Di per Halloween, con tanto di parrucche posticce. Vediamo allora, nel concreto, perché questo film è brutto, e cioè dall’inverosimile all’ involontariamente comico.

  • Tralasciamo il super-retorico-estetizzante inizio, cioè gli ultimi istanti di vita di Diana prima che entrasse nella macchina che l’avrebbe condotta alla morte nel tunnel, ovviamente girato in un immancabile ralenti. Lady Di conosce, quindi, il suo futuro amante in ospedale, andando a trovare il marito di quella che le fa l’agopuntura. Ci mancava solo Scilipoti e il quadro era completo.
  • Parliamo del suo amante, ossia Hasnat Kahn. Si tratta di un famoso (?) cardiologo pakistano, qui interpretato da Naveen Andrews, che altri non è  se non il celebre Sayid diLost“. Il film è così confuso e così poco chiaro, che io stesso, nella mia già accennata ignoranza gossippara, pensavo si trattasse di Dodi Al-Fayed. E infatti mi chiedevo come mai Al-Fayed, ricchissimo scapolo, facesse il cardiologo e abitasse in uno squallido appartamentino. A sostegno di questa mia percezione di confusione, su Google esiste appunto la ricerca “Dodi Al-Fayed cardiologo“.
  • Lady Di, in evidente fregola, decide allora di invitare Hasnat a cena. Quindi che cosa fa? Come una qualsiasi donna matura e semisingle si dispera con l’amica su che cosa cucinargli. Perché in questo film non solo Diana cucina, ma non ha neanche un cameriere personale. A Palazzo. E come una desperate housewife de bborgata qualsiasi cucinerà la cena col microonde. Che farà ovviamente schifo e, tra i risolini, Hasnat ordinerà hamburger da asporto da Burger King. Mah.
  • In “Diana” ci sono una miriade di scene oltre ogni verosimiglianza, anche presunta, anche più di quelle già elencate. Per esempio: per quasi tutto il film Lady Di non viene assolutamente considerata o riconosciuta per strada. Tipo comparse che si fermano e dicono: “Toh, Lady Diana!”. Nulla, neanche fosse la figlia di una lavascale. Ricordo che Diana era una Spencer, una delle famiglie nobili più in vista e vicine, anche come lignaggio, alla famiglia reale. Oppure tutte quelle porzioni di storia in cui lei porta a Palazzo il suo amante, senza un controllo o particolari lamentele. C’è persino una scena completamente surreale in cui Hasnat, come romanticheria, fa fare a Diana la sua assistente in sala operatoria durante un’operazione al cuore, senza che gli infermieri facciano alcuna domanda. Temo purtroppo che tutta questa pseudo-caratterizzazione del personaggio sia voluta, per accentuare il lato “principessa del popolo”.
  • C’è poi l’intervista, che raggiunge un certo apice di comico involontario. Naomi Watts interpreta tutta la scena con un campionario di smorfiette, ma soprattutto con un’ innaturalissima torsione del collo verso la spalla sinistra, facendola sembrare una sciancata. L’ottimo professor Roy Menarini ha ipotizzato che la Watts si sia accorta di stare partecipando a un film disastroso e che in quel momento stesse “sabotando il film dall’interno“.
  • La Diana-stalker. Per buona parte del film Hasnat la molla e la ripiglia, come nei sogni di ogni donnetta amante degli Harmony con cavalieri nerboruti e possenti. In ogni caso, Lady Di pedina letteralmente Hasnat, lo va a trovare al lavoro mentre lui sta per operare, lo segue con la macchina. Gli entra persino in casa con un doppione della chiave, trova l’appartamento in uno stato porcilesco che avrebbe fatto impazzire Joan Crawford ma non RealTime, scossa la testa e glielo pulisce da capo a piedi, mette in ordine tutto, e gli disegna un cuoricino col rossetto sul vetro. Questo è “Diana”, non “Attrazione fatale”.
  • Inevitabilmente, anche se abbastanza marginale, c’è la vita di Diana-benefattrice. Quindi vediamo Lady Diana accarezzare bambini amputati, Lady Diana attraversare un campo minato a piedi e senza protezioni, Lady Diana in Bosnia che consola una vecchia al cimiterino, Lady Diana a Rimini che si fa toccare la faccia da un vecchio cieco. Se all’anziano fosse tornata la vista allora sarebbe stato un film su Berlusconi. Notare bene: tutto ciò avviene sempre e comunque sotto gli occhi dei fotografi, quindi il film ci vuole dire che la Principessa era anche un’attention whore.
  • Dopo che Hasnat finalmente la molla per sempre, Diana conosce Dodi Al-Fayed. Il film però ci dice che in realtà lei stava con Dodi solo per far ingelosire Hasnat, infatti lei continua a bombardargli la segreteria telefonica di messaggi, da vera stalker. Inoltre si fa fotografare apposta mentre smignotteggia sullo yacht del riccone e fa persino le soffiate al Sun, che solitamente è attendibile quanto Studio Aperto.

Come avrete capito “Diana” è un film di rarissima inutilità e di totale bruttezza, che, se non è adatto per una divertente serata tra amici, è comunque un buon modo per passare un pomeriggio come alternativa a Barbara D’Urso.

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Davide Giorgi
L'Autore
Mi chiamo Davide Giorgi. Classe 1985. Sono uno scrittore e giornalista freelance. Qualcosa di simile. La mia prima occupazione è il cinema. Scrivere di cinema, fare cinema. E di arte in generale. Sono anche appassionato di musica, antropologia ed entomologia. Tutto ciò è fuso qui dentro.

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