Love me love me love me say you do

November 12, 2008 on 11:32 pm | In Unclassified | No Comments

L’ultima volta che ho parlato di libri, ho “recensito” un buon romanzo e un romanzo davvero mediocre ma modaiolo. In questa occasione voglio parlare di un romanzo che, per me, è un capolavoro.
Non sarò oggettivo con “Revolutionary road”, perchè questo è, senza ombra di dubbio, uno dei romanzi più belli che abbia mai letto. Sicuramente ai primi quattro posti (se la gioca con “Gita al faro”, “Glamorama” e “American psycho”). Il libro è degli anni Sessanta, ma da noi è stato pubblicato nel 2003 dalla sempre ottima Minimum fax. Yates è dio, e questo è il suo romanzo d’esordio. Persino il suo punto di vista è divino, nel senso che si ha la sensazione di vedere il disfacimento di Frank e April Wheeler dall’alto. Non solo, Yates descrive tutto con una precisione entomologica senza essere prolisso. D’altra parte Yates è stato lo scrittore che ha ispirato Carver (maestro del minimalismo da me molto amato). Frank e April sono una giovane coppia americana degli anni Cinquanta. Vivono in un quartiere residenziale che detestano, soffocati dal dilagante conformismo ma anche dalla voglia di autoaffermarsi. La loro infelicità e il loro sentirsi anticonformisti li porta a progettare una vita in Europa, ma non tutto andrà come previsto e le conseguenze saranno devastanti. Cosa c’è, quindi, di unico? Yates descrive ogni singolo gesto dei due protagonisti, a volte con uno stile cinematografico piuttosto sorprendente, come se a muoversi e a inquadrare fosse una telecamera, a volte con dialoghi asciutti, secchi, variando spesso i punti di vista. Riesce a far sentire perfettamente la sensazione di mediocrità, di piccolezza, di soffocamento. E’ un romanzo che tratta di bovarismi ma in modo lucido, per nulla romantico, anzi cruento e atroce dal punto di vista psicologico. Tennessee Williams diceva di “Revolutionary road”: “Se nella letteratura americana moderna ci vuole qualcos’altro per fare un capolavoro, non saprei dire cosa”. Detto da lui, mi spiace, ma mi sa che bisogna fidarsi. A gennaio uscirà il film diretto da Sam Mendes, regista di “American beauty”, con Leonardo Di Caprio e Kate Winslet. Il fatto che sia diretto da Mendes è quasi una granzia e il trailer fa ben sperare, alcune scene sono immediatamente riconducibili al libro, e il sottofondo di ”Wild is the wind” cantata da Nina Simone fa la differenza. Da leggere prima di vedere il film, ma soprattutto da leggere e basta, perchè è un’opera più unica che rara.

Underwater visions #18: “Memories of murder”

November 4, 2008 on 1:47 pm | In Underwater visions | No Comments

Memories of murder
2003, di Bong Joon-ho
con Song Kang-ho, Kim Sang-kyung
Bong Joon-ho fa dei film che in realtà sono delle maschere. Il “genere”, nel suo caso, nasconde una certa nota d’autore. In “The host” (mai uscito in Italia), col pretesto di raccontare una storia di mostri, il regista mette in scena una serie di dinamiche famigliari, psicologiche e politiche difficilmente dimenticabili. Tra cui la presenza americana in Corea, vissuta come un’occupazione di tipo militare.
“Memories of murder” ha la stessa vena polemica, incentrata però sulla Corea stessa. Il film è ambientato negli anni Ottanta, in un periodo in cui la Corea passava da un governo autoritario all’altro. Nelle campagne di Seoul un serial killer stupra e uccide delle donne. Il detective locale, rozzo e violento, verrà aiutato da un giovane investigatore mandato appositamente da Seoul. Quest’ultimo è un sostenitore delle più moderne tecniche di investigazione, tra cui l’analisi scientifica delle prove. Vi è così uno scontro tra mentalità cittadina e provinciale: il detective di provincia è più legato a metodi ereditati dalla situazione politica e dal contesto rurale, tanto che l’uso della violenza serve ad estorcere confessioni e a creare quindi un presunto colpevole (si sente qualche eco de “L’infernale Quinlan”). Il poliziotto non è, comunque, un personaggio sgradevole, riesce a strappare persino qualche risata. Le sue azioni sono sostenute dalla convinzione di essere dalla parte del giusto, e questo crea una sorta di empatia con lo spettatore.
“Memories of murder” ha parecchi punti in comune con l’ottimo “Zodiac” di David Fincher, anche se sarebbe meglio dire che è quest’ultimo ad esserne stato influenzato. Più che un film basato sul whodunit (chi ha fatto cosa), è uno scontro tra mentalità in cui la morale di tutti i personaggi sarà gravemente compromessa. Dramma psicologico e morale, quindi, mascherato da ottimo thirller, in cui comunque non manca una grandissima dose di tensione. La sceneggiatura è perfetta, studiata nei minimi dettagli e altamente stratificata. Lo sfondo della campagna coreana contribuisce a rendere tutto poetico e inquietante. Gli attori sono superbi nell’interpretare un testo così ricco e pieno di sfumature psicologiche progressive. Film importante nell’ambito della rinascita del cinema coreano, assieme alle opere di Park Chan-Wook e Kim Ki-Duk.

Please, say your phone number

November 2, 2008 on 4:02 pm | In Stupid things | No Comments

Qualche giorno fa mi sono imbattuto in qualcosa. Qualcosa che ha dell’incredibile. Dell’irripetibile. Questo post andrebbe sottotitolato “Il declino della civiltà occidentale”. Mi atterrò ai fatti. Sono capitato, non mi ricordo più come, su un forum che si chiama “Al Femminile”. Già il nome è tutto un programma. La mia attenzione è stata attirata dal seguente messaggio.

“Numero di…..zac efron!!”
899.***.*** chiamate e vi rix zac in persona cn il suo accento americano:hello!!what’s your name?? provate e nn ve ne pentirete!!

Da qui ovviamente si è scatenato il delirio. Chi più chi meno, le future donne votanti hanno chiamato tutte. Ci sono quelle arrabbiate perchè non si erano accorte che fosse uno scherzo, e sono poco interessanti, e poi ci sono i casi umani. E’ giusto elencarne alcuni.

comunque l’ho appena chiamato e non mi ha risposto nessuno.mi dice che è inesistente peccato avrei voluto parlagli.non era destino.la vostra simpaticcissima ed unica Chiary6

Eh già, non era destino. E poi è noto che Zac Efron si rivolga solo alle compagnie telefoniche dell’899, assieme a Romola-la-Calda e Gianna-la-Casalinga-diligente-ma-viziosa.

Poi ci sono quelle consapevoli.

allora secondo me e utta una cavolata si si sa ke le bollete le pagano i genitori ma i genitori x pagare le bollette si rompono il sederino sks ma e cosi e noi facciamo le telefonate a zac ke nn penso priprio ke lui da il suo numero di casa alle persone e poi secondo me nn e corretto x nessuno ancdare a mettere i numeri di casa nei giornali xke puo essere ke qualcuna come si e visto lo fa e poi gli ccapitano guai quindi e meglio evitare xke una persona nn si deve fidare delle apparenze xke ci sono persone cattive e pedofili sksate ma e la vita bisogna stare attenti facedno queste cose ma nn solo i numeri di casa degli altri dati dai giornali ma pure al pc quande entriamo noi ragazze nei forum poi mi direte se e vero o sbaglio cmw or a vi saluto ciao

Notare come la signorina in questione sia una seguace di qualche corso di scrittura creativa. Il suo consiste nell’aggredire il dizionario, a scopo creativo s’intende.

Poi c’è il genio.

“Ti amo”
caro zac sofro da quando sn arrivata di santo domingo se sapessi quanto 6 bello !!!!!!!ti vorrei vedere in persona da solo pero ??? risp

Dai, Zac, risp.