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	<title>Underwater Echoes</title>
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	<pubDate>Wed, 29 May 2013 15:19:41 +0000</pubDate>
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		<title>Donna, pesce, vento.</title>
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		<pubDate>Wed, 29 May 2013 15:19:41 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2013/05/527953_10151018140020843_618355051_n.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-968" title="527953_10151018140020843_618355051_n" src="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2013/05/527953_10151018140020843_618355051_n-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
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		<title>Sarah Kennedy Trilogy</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Mar 2013 16:06:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Rompo il silenzio, durato anche troppo.
Che cosa ho fatto in questo periodo? Mi sono raggomitolato nel vuoto esistenziale? No. Semplicemente mi sono dedicato ad altro. Questo non significa che io non mi sia sentito minimamente in colpa per aver trascurato il sito. Per essere chiari: non avevo più nulla da dire, o meglio, non sapevo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rompo il silenzio, durato anche troppo.<br />
Che cosa ho fatto in questo periodo? Mi sono raggomitolato nel vuoto esistenziale? No. Semplicemente mi sono dedicato ad altro. Questo non significa che io non mi sia sentito minimamente in colpa per aver trascurato il sito. Per essere chiari: non avevo più nulla da dire, o meglio, non sapevo più come non dire nulla. Sull&#8217;onda di un rinnovato entusiasmo annuncio nuove pubblicazioni e nuove cose completamente diverse. Vediamo, appunto, con cosa voglio ricominciare.<br />
Ad essere sinceri in questo lungo periodo sono stato anche piuttosto produttivo. Ho aperto <a href="https://www.youtube.com/user/mrdavidgeorgeson">un canale su YouTube</a> con lo pseudonimo David Georgeson, nato essenzialmente per mascherare la mia anima più trash. Fatto sta che poi mi son fatto prendere la mano, e quello che io consideravo trash è diventato in qualche modo underground (ammesso che esista veramente una separazione netta). Ispirato dalle due interviste fatte a <a href="http://it.sarahkennedy.wikia.com/wiki/Sarah_Kennedy">Sarah Kennedy</a> da Andrea Diprè (qui i link, guardatele: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Ldu_rkthsP4">1</a> / <a href="https://www.youtube.com/watch?v=iBWNOttPcHo">2</a> ) ho deciso a mia volta di approfondire l&#8217;originalissima e strampalata storia di questa Signora in tre interviste telefoniche. Ovviamente il mio contributo è nettamente diverso, per stile ed intenti: immodestamente più approfondito, egomaniacamente strabordante. Ecco quindi che potrete sentire, per la prima volta, la mia voce finire all&#8217;interno della storia più assurda mai inventata. Qui di seguito le tre interviste. Armatevi di pazienza: durano più di un&#8217;ora e venti l&#8217;una. Ma ne vale la pena.<br />
<iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/5Vmhz4sx_8M" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/CibDAzHIdNw" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/JqmoqYGoNHU" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
Vi lascio anche il link del mio Canale di Youtube. Ovviamente le iscrizioni sono molto gradite. <a href="https://www.youtube.com/user/mrdavidgeorgeson">Qui.</a></p>
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		<title>Father, Son, Holy Ghost</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 09:51:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DG</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Photo]]></category>

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		<description><![CDATA[Inauguro il nuovo anno del sito (credo di essere al sesto) con un nuovo album di foto.
Posso dire che questa nuova serie presenta alcune novità. Innanzitutto si nota il mio stato d&#8217;animo: sono tutte a colori.
Poi: ero sinceramente stufo di usare la mia macchina fotografica ultra-cheap, così questa volta ho avuto a mia disposizione un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inauguro il nuovo anno del sito (credo di essere al sesto) con un nuovo album di foto.<br />
Posso dire che questa nuova serie presenta alcune novità. Innanzitutto si nota il mio stato d&#8217;animo: sono tutte a colori.<br />
Poi: ero sinceramente stufo di usare la mia macchina fotografica ultra-cheap, così questa volta ho avuto a mia disposizione un &#8220;arsenale&#8221; tecnico non indifferente. In più ci ho lavorato per molto più tempo e ho anche rotto una lampada senza miracolosamente tagliarmi (che sia questo il significato del concept?).<br />
Ci sono differenti inquadrature, mood e sfondi (!). Si vedono persino le scarpe. E&#8217; il mio album più nutrito da cinque anni a questa parte (ci sono ben sette foto). Tutto è curato nel minimo dettaglio e penso che non ci siano cadute di tono o stile tra una foto e l&#8217;altra.<br />
Non ho fatto tutto da solo. I mezzi tecnici e la post-produzione vera e propria sono merito di <a href="http://lenostremadonnebulimiche.tumblr.com/">Sara Colantuono</a> (se cliccate sul nome potrete ammirare il suo <a href="http://lenostremadonnebulimiche.tumblr.com/">tumblr</a>), che ha dato un tocco tutto particolare e finalmente diverso dalle mie solite robe, che a mio parere cominciavano ad essere un po&#8217; stantie. Se c&#8217;è un salto di qualità evidente è solo merito suo.<br />
Il senso di tutto ciò non ha nulla a che fare con Claudia Koll.<br />
Potete vederle qui sotto e/o andando nella sezione <a href="http://www.underwater-echoes.com/?page_id=11">Pictures</a>.<br />
<a href="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2012/01/11.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-958" title="11" src="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2012/01/11-300x200.jpg" alt="" width="108" height="72" /></a> <a href="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2012/01/21.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-959" title="21" src="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2012/01/21-300x200.jpg" alt="" width="108" height="72" /></a> <a href="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2012/01/31.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-960" title="31" src="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2012/01/31-300x203.jpg" alt="" width="108" height="73" /></a> <a href="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2012/01/41.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-961" title="41" src="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2012/01/41-300x200.jpg" alt="" width="108" height="72" /><br />
</a><a href="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2012/01/51.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-962" title="51" src="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2012/01/51-300x200.jpg" alt="" width="108" height="72" /></a> <a href="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2012/01/61.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-963" title="61" src="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2012/01/61-300x211.jpg" alt="" width="108" height="76" /></a> <a href="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2012/01/71.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-964" title="71" src="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2012/01/71-300x200.jpg" alt="" width="108" height="72" /></a></p>
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		<title>Underwater visions #30: &#8220;La pelle che abito&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 08:44:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DG</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Underwater visions]]></category>

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		<description><![CDATA[La pelle che abito
2011, Pedro Almodovar
con Antonio Banderas, Elena Anaya, Marisa Paredes
Era il 2009. Almodovar presentava &#8220;Gli abbracci spezzati&#8221; al Festival di Cannes, ricevendo un&#8217;accoglienza piuttosto tiepida. Si trattava di un prolisso melodrammone con una trama pasticciata e un po&#8217; prevedibile. In ogni caso il regista spagnolo, si sa, è un Maestro, uno dei pochi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2011/09/la-pelle-che-abito-locandina-italia_mid.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-938" title="la-pelle-che-abito-locandina-italia_mid" src="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2011/09/la-pelle-che-abito-locandina-italia_mid-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a><strong>La pelle che abito</strong><br />
2011, Pedro Almodovar<br />
con Antonio Banderas, Elena Anaya, Marisa Paredes<br />
Era il 2009. Almodovar presentava &#8220;Gli abbracci spezzati&#8221; al Festival di Cannes, ricevendo un&#8217;accoglienza piuttosto tiepida. Si trattava di un prolisso melodrammone con una trama pasticciata e un po&#8217; prevedibile. In ogni caso il regista spagnolo, si sa, è un Maestro, uno dei pochi viventi, e raramente poteva fallire in toto. Era più che altro un grande atto di cinefilia, anche verso il cinema italiano che fu: gli omaggi a &#8220;Viaggio in Italia&#8221; di Rossellini e &#8220;Il deserto rosso&#8221; di Antonioni costituivano parte integrante dell&#8217;aspetto visivo del film. Insomma, un film di passaggio che conteneva persino un auto-citazione (tanto interessante quanto irritante) dal celebre &#8220;Donne sull&#8217;orlo di una crisi di nervi&#8221;. Un presagio che Almodovar stesse tirando i fili del suo cinema, della sua poetica, verso qualcosa di diverso.<br />
Così come per ogni grande Artista della settima arte, arriva il momento in cui diviene necessario reinventarsi. &#8220;Vorrei passare di moda e diventare un classico&#8221; disse Almodovar. Ed è quello che è avvenuto negli ultimi anni della sua sfolgorante carriera. Ora, nel 2011, si cambia registro.<br />
&#8220;La piel que habito&#8221; si differenzia dal resto dei film di Almodovar a partire dal soggetto, che non è originale. Il regista aveva sempre scritto di suo pugno le storie che desiderava raccontare. In questo caso la storia è tratta dall&#8217;ottimo romanzo del francese Thierry Jonquet, &#8220;Mygale&#8221; (in italiano uscito per Einaudi col più generico titolo &#8220;Tarantola&#8221;). Si tratta di un breve noir (neanche centocinquanta pagine), cupissimo, soffocante, violento e persino horrorifico. Almodovar fa sua questa storia decostruendo l&#8217;impianto narrativo, spezzettandolo e ricomponendolo a suo piacimento. Pur mantenendone l&#8217;ossatura, il film introduce una serie di varianti e sottotrame non presenti nel libro, ma amalgamate talmente bene da soddisfare pienamente anche chi lo ha già letto. E non è una caratteristica da poco considerati gli scempi che si fanno delle riduzioni letterarie al cinema.<br />
E&#8217; la storia di un famoso chirurgo plastico (Antonio Banderas), pioniere nel suo settore, inventore di un nuovo tipo di pelle umana ibrida resistente persino al fuoco. Nella sua villa asettica c&#8217;è una prigioniera, Vera (Elena Anaya), cavia per gli esperimenti del dottore. Cosa c&#8217;entra Vera col dottor Ledgard? Perchè la domestica (Marisa Paredes) partecipa a questa folle impresa? Che ruolo hanno la defunta moglie e la figlia del chirurgo in questa storia?<br />
Tutte queste domande sono disseminate con grandissima maestria in questo thriller/horror che non sarebbe affatto dispiaciuto a Hitchcock. La visione di Almodovar del film <em>di genere </em>horror crea atmosfera attraverso una trama solidissima (e sorprendente per via dei numerosi colpi di scena) e un&#8217;ambientazione unitaria e soffocante (è quasi tutto ambientato nella villa-ospedale-prigione di Ledgard). L&#8217;orrore, quindi, è giocato sulla psicologia dei personaggi, non sugli effettacci gore che ci potrebbe aspettare da una storia così.<br />
Come insinua il titolo stesso, &#8220;La pelle che abito&#8221; è un film sull&#8217;identità. Ogni personaggio si muove in funzione di questa affermazione necessaria, che si tratti del frutto di un&#8217;oppressione, di una negazione o di un istinto perversamente creativo.<br />
Non mancano i riferimenti &#8220;alti&#8221; a capolavori del cinema passato e presente. Quello che appare più evidente è &#8220;Occhi senza volto&#8221; di Franju (1960), trama e alcune caratteristiche visive sono analoghe (la maschera di Vera è una rielaborazione moderna della più celebre indossata da Edith Scob). C&#8217;è anche tantissimo Cronenberg, sia per la tematica, molto nelle corde del genio canadese, sia per l&#8217;atmosfera perversa ma &#8220;pulita&#8221;, che ricorda parecchio &#8220;Inseparabili&#8221; del 1988.<br />
&#8220;La pelle che abito&#8221; ha anche un&#8217;altra qualità sorprendente. Almodovar gioca pesantemente sul filo del rasoio tra il plausibile e il grottesco, rischiando pericolosamente una deriva trash. Tuttavia, proprio quando ci si aspetta uno scivolone pauroso, Almodovar dimostra di saper calibrare perfettamente tutti gli elementi, e il merito è della trama che è quantomai efficace e quindi non dispersiva (a differenza de &#8220;Gli abbracci spezzati&#8221;).<br />
Un&#8217;altra novità di questo nuovo corso del regista spagnolo sono le interpretazioni. Abbandona il compiacimento per gli istrionismi degli attori in funzione, appunto, della storia (che nel vero cinema, è bene ricordarlo, è la cosa più importante). Banderas, si sa, è un attore piuttosto mediocre, anche se qui perfettamente in parte (e quindi sorprendente). Elena Anaya è il corpo, la pelle del film. Le varie &#8220;pose&#8221; del film, il contesto, la bellezza mozzafiato e soprattutto la particolarissima tuta la rendono persino iconica. Quasi ignorata fino ad oggi, questo è il suo primo ruolo da protagonista (i cultori della musica pop si ricorderanno di lei nel videoclip &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=3gOHvDP_vCs">Sexyback</a>&#8221; di Justin Timberlake). Marisa Paredes, invece, è sempre titanica come ci si deve aspettare.<br />
La colonna sonora, come per ogni buon thriller che si rispetti, è memorabile e rimane in testa. E&#8217; sempre a cura dell&#8217;aficionado <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Iglesias">Alberto Iglesias</a>, qui alle prese con uno dei suoi <a href="http://www.youtube.com/watch?v=x4Dutkyb_Xk">temi migliori</a>. Presente nel trailer e nella scena dell&#8217;inseguimento in moto (sequenza, a livello stilistico, tra le migliori del film) la canzone di Trentemøller &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=8MPnF22b4GI">Shades of marble</a>&#8220;, che ricorda il miglior <a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;source=web&amp;cd=1&amp;ved=0CCQQFjAA&amp;url=http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FAngelo_Badalamenti&amp;ei=qU2ATsP5C-fU0QXk-eW_CQ&amp;usg=AFQjCNHDy43isybSaQS4PSuS30_aPz1TDA">Angelo Badalamenti</a>.<br />
Sebbene accolto favorevolmente da critica e pubblico, &#8220;La pelle che abito&#8221; ha ricevuto anche diverse critiche negative com&#8217;è normale che sia. Si tratta comunque di una pellicola molto azzardata e coraggiosa, come si evince dai temi trattati. Il tocco di Almodovar è comunque evidentissimo per tutte e due le ore di proiezione. Rimarranno scontenti gli amanti del melò bourgeoise del (pen)ultimo Almodovar, pienamente soddisfatti i fan di vecchio stampo e persino i neofiti. &#8220;La piel que habito&#8221; forse non farà la storia del cinema, ma è destinato a diventare un film di culto o qualcosa di molto simile.<br />
<a href="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2011/09/lg-the_skin_i_live_in_poster_350x500.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-939" title="lg-the_skin_i_live_in_poster_350x500" src="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2011/09/lg-the_skin_i_live_in_poster_350x500-300x210.jpg" alt="" width="300" height="210" /></a></p>
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		<title>The abyss XIII: Hybrid</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 08:35:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DG</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[&#60;forligay&#62; ciao
&#60;cooling85&#62; ciao
&#60;forligay&#62; cm va?
&#60;cooling85&#62; bn
&#60;forligay&#62; sei mlt bello e nn dimostri nemmeno 25 anni
&#60;cooling85&#62; eh, che ci vuoi fare&#8230; mi piacerebbe sembrare uno shar pei, ma mi è proprio impossibile.
&#60;forligay&#62; t farei una bella succhiata
&#60;cooling85&#62; Ah. Cioè?
&#60;forligay&#62; una bella pompa e vorrei la tua panna calda in bocca
&#60;cooling85&#62; ah ora capisco perchè sei obeso
&#60;forligay&#62; in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>&lt;forligay&gt; ciao<br />
&lt;cooling85&gt; ciao<br />
&lt;forligay&gt; cm va?<br />
&lt;cooling85&gt; bn<br />
&lt;forligay&gt; sei mlt bello e nn dimostri nemmeno 25 anni<br />
&lt;cooling85&gt; eh, che ci vuoi fare&#8230; mi piacerebbe sembrare uno shar pei, ma mi è proprio impossibile.<br />
&lt;forligay&gt; t farei una bella succhiata<br />
&lt;cooling85&gt; Ah. Cioè?<br />
&lt;forligay&gt; una bella pompa e vorrei la tua panna calda in bocca<br />
&lt;cooling85&gt; ah ora capisco perchè sei obeso<br />
</span><span>&lt;forligay&gt; in che senso??<br />
&lt;cooling85&gt; obeso [o-bè-so] agg., s. • agg. med. Affetto da obesità SIN grasso<br />
</span><span>&lt;forligay&gt; e cs vorresti dire cn qst?<br />
&lt;cooling85&gt; intendevo dire: Amore / ritorna / le colline sono in fiore</span></p>
<p><span><a href="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2011/07/253558_10150216997115843_560040842_7798119_5298094_n1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-932" title="253558_10150216997115843_560040842_7798119_5298094_n1" src="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2011/07/253558_10150216997115843_560040842_7798119_5298094_n1.jpg" alt="" width="500" height="523" /></a></span></p>
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		<title>Meat/Flesh</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 16:41:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DG</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ebbene, i tempi si sono ampiamente ristretti. Intendo nelle varie pubblicazioni. Ed è in questo modo che vi presento il mio &#8220;esordio&#8221; nel mondo della narrativa. Era un bel po&#8217; di tempo che non scrivevo un racconto puro, anche se le ultime pubblicazioni tendevano sempre di più in quella direzione, tanto che io stesso fatico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ebbene, i tempi si sono ampiamente ristretti. Intendo nelle varie pubblicazioni. Ed è in questo modo che vi presento il mio &#8220;esordio&#8221; nel mondo della narrativa. Era un bel po&#8217; di tempo che non scrivevo un racconto puro, anche se le ultime pubblicazioni tendevano sempre di più in quella direzione, tanto che io stesso fatico a classificarmi. In questo caso è proprio qualcosa di diverso da quanto prodotto nell&#8217;ultimo anno.<br />
La mia assenza in tale campo è giustificabile solo nella misura in cui sto preparando qualcosa di molto più articolato e complesso.<br />
Il racconto è pubblicato su <a href="http://www.lindro.it/">L&#8217;Indro</a>, e vorrei continuare dicendo che mi hanno fatto una presentazione da &#8220;autore&#8221; veramente coi controfiocchi. Non la pubblicherò qua per pudore o per falsa modestia. E&#8217; comunque sul sito. Anche la veste grafica è eccellente.<br />
Il titolo di questa breve opera è &#8220;Moebius&#8221;. E&#8217; breve per una questione, appunto, editoriale ed è stata una grandissima sfida per me rientrare nei limiti, essendo io estremamente prolisso. Ho ovviato a questo scrivendo un racconto ispirato, in qualche modo, al cinema <em>exploitation</em> degli anni Settanta.<br />
Qui i link:<br />
<a href="http://lindro.it/Moebius">L&#8217;indro: Moebius</a><br />
o<a href="http://lindro.it/Moebius"></a>ppure anche su questo sito nella sezione Writings, <a href="http://www.underwater-echoes.com/?page_id=925">qui</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Polar</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 15:11:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DG</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Photo]]></category>

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		<description><![CDATA[
   
Polar/Pictures
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2011/06/untitled-2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-923" title="untitled-2" src="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2011/06/untitled-2-300x65.jpg" alt="" width="300" height="65" /></a></p>
<p><a href="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2011/06/polar01.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-908" title="polar01" src="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2011/06/polar01-300x222.jpg" alt="" width="108" height="80" /></a> <a href="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2011/06/polar02.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-909" title="polar02" src="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2011/06/polar02-300x222.jpg" alt="" width="108" height="80" /></a> <a href="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2011/06/polar03.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-910" title="polar03" src="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2011/06/polar03-300x222.jpg" alt="" width="108" height="80" /></a> <a href="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2011/06/polar04.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-911" title="polar04" src="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2011/06/polar04-300x222.jpg" alt="" width="108" height="80" /></a></p>
<p><a href="http://www.underwater-echoes.com/?page_id=11">Polar/Pictures</a></p>
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		<title>Look underneath the house there</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 12:56:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DG</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Ok, avevo promesso un nuovo racconto. Invece, a quanto pare, i nuovi racconti che verranno saranno due. Uno è in fase di pubblicazione, come annunciato, e penso/spero di potervelo far leggere a breve.
Nel mentre, colgo l&#8217;occasione per sottoporvi una mia nuova &#8220;creazione&#8221;, ossia &#8220;Sotto le assi del pavimento&#8220;. Cosa ho cercato di fare, qui? Mischiare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2011/06/gacyhouse.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-906" title="HIST new 150yrp228a.jpg" src="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2011/06/gacyhouse.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a>Ok, avevo promesso un nuovo racconto. Invece, a quanto pare, i nuovi racconti che verranno saranno due. Uno è in fase di pubblicazione, come annunciato, e penso/spero di potervelo far leggere a breve.<br />
Nel mentre, colgo l&#8217;occasione per sottoporvi una mia nuova &#8220;creazione&#8221;, ossia &#8220;<a href="http://www.underwater-echoes.com/?page_id=900">Sotto le assi del pavimento</a>&#8220;. Cosa ho cercato di fare, qui? Mischiare due aspetti in antitesi della cultura americana (lo sono poi davvero?) prendendo come pretesto due personaggi noti al pubblico: l&#8217;attore John Wayne e il serial killer John Wayne Gacy Jr. Quello che leggerete può sembrare più o meno inventato o rimaneggiato, ma non è così. Ho solo applicato le tecniche del racconto a fatti realmente accaduti. Insomma: non mi sono inventato nulla, ho ricostruito. Il titolo del meta-racconto è preso da un verso della canzone &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=otx49Ko3fxw">John Wayne Gacy Jr.</a>&#8221; di Sufjan Stevens. Se questa presentazione sembra un po&#8217; pomposa, è perchè lo è davvero. Sono piuttosto soddisfatto del risultato e anche del numero della rivista su cui sono stato pubblicato, ossia <a href="http://www.positive-magazine.com/positive7.pdf">Positive Magazine</a>. Io sono a pagina 108, in una doppia versione. La meravigliosa traduzione in inglese (molto yankee come da me desiderato) è di Roberta Chiodini.<br />
Qui di seguito i link per leggerlo:<br />
<a href="http://www.underwater-echoes.com/?page_id=900">Sotto le assi del pavimento<br />
</a><a href="http://www.positive-magazine.com/positive7.pdf">Positive Magazine #7</a></p>
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		<title>The abyss XII: Pretty little picture</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 11:23:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DG</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Stupid things]]></category>

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		<description><![CDATA[
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2011/05/untitled-6.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-897" title="untitled-6" src="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2011/05/untitled-6.jpg" alt="" width="500" height="449" /></a></p>
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		<title>More things to come #1</title>
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		<comments>http://www.underwater-echoes.com/?p=892#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 May 2011 17:18:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DG</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[La bocca ha qualcosa da dire.
&#8220;Moebius&#8221;.
Presto.
Qui.

Disegno di uranofobia.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La bocca ha qualcosa da dire.<br />
&#8220;Moebius&#8221;.<br />
Presto.<br />
Qui.<br />
<a href="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2011/05/moebius-x1.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-893" title="moebius-x1" src="http://www.underwater-echoes.com/wp-content/uploads/2011/05/moebius-x1-300x188.png" alt="" width="300" height="188" /></a></p>
<p>Disegno di <a href="http://uranofobia.splinder.com">uranofobia</a>.</p>
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